Il mio corpo é una gabbia
Dalla quale non posso scappare
Dalla quale non avró scampo
Stará comunque e sempre lí.
Dalla quale non posso scappare
Dalla quale non avró scampo
Stará comunque e sempre lí.
Ho perso la chiave
E la speranza di ritrovarla
Forse si é persa nella mente
O é nascosta sotto il mio grasso.
E la speranza di ritrovarla
Forse si é persa nella mente
O é nascosta sotto il mio grasso.
Il mio corpo é una Gabbia,
Che alimento io stessa,
Che ha scoperto come farlo da sola.
Vedermi distrutta e chiedermi il perché.
Che alimento io stessa,
Che ha scoperto come farlo da sola.
Vedermi distrutta e chiedermi il perché.
Lo specchio é il riflesso
Di quello che sono diventata,
Della mia folle disperazione,
Di questa mia prigione.
Di quello che sono diventata,
Della mia folle disperazione,
Di questa mia prigione.
Le cicatrici si fanno profonde,
I segni indelebili e confusi
Sono troppi per la gente.
Troppo pochi per me.
I segni indelebili e confusi
Sono troppi per la gente.
Troppo pochi per me.
Il mio corpo é martoriato ,
Sanguinante, mal ridotto.
Fa male.
Non é piú un corpo, solo prigione.
Sanguinante, mal ridotto.
Fa male.
Non é piú un corpo, solo prigione.
Mi nascondo dietro uno specchio,
Sperando di non vedere il riflesso,
Ma la mia immagine mi insegue,
Nelle pozzanghere e sui vetri delle macchine
e neanche la mia ombra non mi conforta.
Sperando di non vedere il riflesso,
Ma la mia immagine mi insegue,
Nelle pozzanghere e sui vetri delle macchine
e neanche la mia ombra non mi conforta.
Non ci sono piú occhi,
Non ci sono piú organi,
Non ci sono piú arti.
Non ci sono piú organi,
Non ci sono piú arti.
Il sangue sta colando dal braccio,
Lo lecco come una cagna
Per lavarmi le ferite
Per dimenticarmi del corpo,
per dimenticarmi di QUESTO corpo che rimane solo
La mia gabbia.
Lo lecco come una cagna
Per lavarmi le ferite
Per dimenticarmi del corpo,
per dimenticarmi di QUESTO corpo che rimane solo
La mia gabbia.
Nessun commento:
Posta un commento