Sorrisi falsi,
parole di conforto dette a caso,
piú per rassicurare te stesso,
che gli altri.
Tu sei quello piú spaventato,
Quello che capisce di meno,
Quello che ha paura
Dei suoi pensieri,
Delle sue urla nella testa,
Di ció che fa.
Sorridi con una bocca
che non é la tua
La tua prospettiva é diversa
Da quella che hanno i tuoi occhi.
I suoni sono meno chiari
e ciò che tocchi
non é quello che vuoi toccare.
La vedi, sta lí a fare ció che
Dovresti fare tu.
Ansima e gode
Come una delle peggiori puttane.
Ma non é una puttana,
Quella
Sei tu.
"L’unica cosa che si frappone tra te e il tuo obiettivo, sono le stronzate che continui a raccontarti sui motivi per cui non puoi raggiungerlo."
giovedì 26 marzo 2015
domenica 22 marzo 2015
My body is a cage
Il mio corpo é una gabbia
Dalla quale non posso scappare
Dalla quale non avró scampo
Stará comunque e sempre lí.
Dalla quale non posso scappare
Dalla quale non avró scampo
Stará comunque e sempre lí.
Ho perso la chiave
E la speranza di ritrovarla
Forse si é persa nella mente
O é nascosta sotto il mio grasso.
E la speranza di ritrovarla
Forse si é persa nella mente
O é nascosta sotto il mio grasso.
Il mio corpo é una Gabbia,
Che alimento io stessa,
Che ha scoperto come farlo da sola.
Vedermi distrutta e chiedermi il perché.
Che alimento io stessa,
Che ha scoperto come farlo da sola.
Vedermi distrutta e chiedermi il perché.
Lo specchio é il riflesso
Di quello che sono diventata,
Della mia folle disperazione,
Di questa mia prigione.
Di quello che sono diventata,
Della mia folle disperazione,
Di questa mia prigione.
Le cicatrici si fanno profonde,
I segni indelebili e confusi
Sono troppi per la gente.
Troppo pochi per me.
I segni indelebili e confusi
Sono troppi per la gente.
Troppo pochi per me.
Il mio corpo é martoriato ,
Sanguinante, mal ridotto.
Fa male.
Non é piú un corpo, solo prigione.
Sanguinante, mal ridotto.
Fa male.
Non é piú un corpo, solo prigione.
Mi nascondo dietro uno specchio,
Sperando di non vedere il riflesso,
Ma la mia immagine mi insegue,
Nelle pozzanghere e sui vetri delle macchine
e neanche la mia ombra non mi conforta.
Sperando di non vedere il riflesso,
Ma la mia immagine mi insegue,
Nelle pozzanghere e sui vetri delle macchine
e neanche la mia ombra non mi conforta.
Non ci sono piú occhi,
Non ci sono piú organi,
Non ci sono piú arti.
Non ci sono piú organi,
Non ci sono piú arti.
Il sangue sta colando dal braccio,
Lo lecco come una cagna
Per lavarmi le ferite
Per dimenticarmi del corpo,
per dimenticarmi di QUESTO corpo che rimane solo
La mia gabbia.
Lo lecco come una cagna
Per lavarmi le ferite
Per dimenticarmi del corpo,
per dimenticarmi di QUESTO corpo che rimane solo
La mia gabbia.
lunedì 16 marzo 2015
Apatia che c'era
Frasi scritte durante una lezione di chimica della quale la sottoscritta non capiva nulla e nemmeno aveva voglia di capire.
Ad un certo punto, non cerchi nemmeno piú di capire. Senti le parole e queste ti scivolano addosso,se non comprendi, tanto poi lo devi studiare comunque e il libro te lo devi leggere lo stesso. Diventare immuni a ogni parola, a ogni gesto,ad ogni rumore. L'apatia che arriva e pian piano mi porta via.
Ad un certo punto, non cerchi nemmeno piú di capire. Senti le parole e queste ti scivolano addosso,se non comprendi, tanto poi lo devi studiare comunque e il libro te lo devi leggere lo stesso. Diventare immuni a ogni parola, a ogni gesto,ad ogni rumore. L'apatia che arriva e pian piano mi porta via.
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